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Energia ecologica da fonte inesauribile.



Progetto Idropower, l'energia che viene dall'acqua.


Il principale responsabile dell’effetto serra è ormai risaputo sia l’anidride carbonica.

- all’inizio del secolo la CO2 nell’aria era pari a 290 ppm (parti per milione) ora siamo a circa 380 ppm.

- la combustione è il maggior responsabile delle emissioni di gas serra (quasi l’80% in Italia)

- le previsioni dei consumi di energia per il prossimo futuro fanno prevedere un continuo aumento delle emissioni di CO2 e della sua concentrazione in atmosfera, a meno di sostanziali cambiamenti del sistema energetico generale.

L'invenzione del secolo:

Dalle Marche, un gruppo di ricerca sta studiando un carburante estratto dall'acqua molto promettente per il futuro.

Sembrerebbe una favola perché il carburante è sicuro, ha una resa calorica paragonabile alla benzina, non produce inquinanti dopo l'uso, è di semplice stoccaggio, è riusabile all'infinito e richiede solo acqua ed energia elettrica per produrlo.

Ma cosa è in realtà: 

Un composto liquido a base d'acqua non inquinante e non tossico.

- un possibile vettore energetico.

- un carburante veramente ecologico.

- un sistema energetico stabile, non infiammabile e di facile stoccaggio.

I suoi punti di forza:

Similmente all'idrogeno può diventare un componente ideale di un sistema energetico eco-sostenibile.

- può essere impiegato in diverse applicazioni (dalla generazione e cogenerazione elettrica fino al riscaldamento) con impatto ambientale praticamente nullo.

- viene prodotto da una materia prima inesauribile e diffusissima come l'acqua.

- terminata la sua funzione torna ad essere acqua pura pronta per essere riconvertita in carburante.

Cosa promette il progetto già da oggi:

Riuso totale del prodotto (compresa l'acqua del composto) e delle attrezzature di produzione.

 - rendimenti paragonabili ai carburanti tradizionali.

- consumi più che dimezzati rispetto a carburanti tradizionali.

- accumulo energetico illimitato, sicuro, non pericoloso, non inquinante, non infiammabile, non tossico.

- adattissimo per accumulo ed immagazzinaggio energetico illimitato proveniente da fonti energetiche rinnovabili.

- una volta sfruttato, il carburante torna acqua pura riutilizzabile infinite volte per produrre nuovo carburante.

Proviamo a raccontarlo meglio:

Il carburante viene prodotto solamente da due processi differenziati.

 1) produzione del catalizzatore.

 2) produzione del carburante gassoso.

Produzione del catalizzatore:

La prima fase è piuttosto complessa e richiede un processo industriale controllato, ma non pericoloso né tossico.

Partendo sempre dalla base di acqua pura, si genera un composto che servirà da additivo alla fase successiva.

In questa fase si ha la possibilità di usare fonti rinnovabili per la produzione e l'eventuale stoccaggio è semplificato perché trattasi di liquido innocuo, stabile e non inquinante.

Produzione del carburante gassoso:

In questa fase il prodotto additivo viene combinato con acqua pura (in percentuale del 4%) e immesso in speciali celle elettrolitiche (anch'esse non inquinanti anche quando sono esaurite).

Il composto acquoso ottenuto rimane ancora stabile, sicuro e non tossico, ma si preferisce effettuare questa operazione sul luogo dove serve il consumo del carburante per abbassare i costi di trasporto (è molto più economico trasportare 1 Kg di catalizzatore che 25 Kg di miscela di acqua).

Il prodotto, scisso dalle celle di elettrolisi, è uno strana molecola gassosa che è una combinazione di idrogeno ed ossigeno (quindi combustibile e comburente insieme) adattissimo per alimentare motori alternativi tradizionali o rotativi (tipo Wankel) o turbine per uso di generazione elettrica e cogenerazione.

Il gas ottenuto, trattandosi di un prodotto infiammabile gassoso ad alta energia, andrà usato man mano che verrà prodotto per evitare di doverlo accumulare ed evitare ogni possibile rischio.

Alla fine del ciclo, il carburante combusto torna allo scarico del sistema come acqua pura al 100% che andrà raccolta per ricreare il liquido di base da immettere nelle celle elettrolitiche (in aggiunta all'additivo).

Ora facciamo due conti ed analizziamo il bilancio energetico:

Il processo di produzione non richiede materiali costosi e considerando irrisorio il costo dell'acqua distillata (perché si recupera quasi totalmente alla fine del processo).

- per la prima fase, la produzione del catalizzatore richiede circa 1 KW/h di energia per litro di prodotto realizzato.

- per la seconda fase, con celle elettrolitiche ed un consumo di 3 KW/h si può convertire un litro di composto e generare circa 1,8 metri cubi di gas.

A seconda dell'impiego si possono ottenere potenze utilizzabili da circa 10 ai 15 KW/h a seconda delle efficienze dei motori utilizzati.

Il sistema quindi promette un bilancio molto positivo (anche di oltre 4 volte) se si fa uso di motori appositamente studiati.